Un esempio di economia circolare in un liquorificio

Quando un sottoprodotto di una lavorazione nell’industria alimentare può diventare una risorsa? In questo articolo vediamo un esempio di economia circolare in un liquorificio.

Economia circolare liquorificio - haccpeasy.it

Economia circolare in un liquorificio artigianale

Qualche giorno fa un cliente mi ha scritto:

“Per realizzare i nostri alcolici lavoriamo esclusivamente con infusione e macerazione di ingredienti secchi. Abbiamo trovato un’azienda che può recepire le erbe esauste, alla fine della lavorazione, e trasformarle in insaporitori alimentari o usarle come ingredienti per biscotti o altro. Cosa dobbiamo fare in modo da poter consegnare queste erbe esauste nel modo più corretto all’azienda che le recepisce?”

Questa richiesta è un perfetto esempio di economia circolare nel settore alimentare: ciò che in passato veniva smaltito come scarto oggi può diventare una risorsa preziosa.

Normativa: sottoprodotto o rifiuto?

Per capire come gestire le erbe esauste da infusione, bisogna distinguere tra rifiuto e sottoprodotto.

Un materiale può essere considerato sottoprodotto alimentare (Reg. CE 178/2002 e normativa rifiuti) se:

  1. nasce inevitabilmente da un processo produttivo;
  2. il riutilizzo è certo e documentato;
  3. non richiede trattamenti ulteriori complessi;
  4. l’uso è legale e sicuro.

In questo caso, se le erbe sono destinate a un nuovo ciclo produttivo alimentare (insaporitori, biscotti, ecc.), si parla di sottoprodotti e non di rifiuti.

Conservazione e trasporto in sicurezza

La gestione igienica dei sottoprodotti segue logiche HACCP:

  • Torchiatura ed essiccazione: ridurre l’umidità è fondamentale per prevenire muffe e contaminazioni. L’essiccatore professionale è un’ottima soluzione: tempi e temperature devono garantire stabilità microbiologica.
  • Contenitori per il trasporto: usare contenitori idonei al contatto alimentare, lavabili e preferibilmente chiusi ermeticamente o sottovuoto.
  • Stoccaggio: mantenere i lotti separati e rintracciabili fino alla consegna.

Come indicare i sottoprodotti in un DDT

Per la documentazione conviene usare una descrizione chiara che eviti termini come “scarti” o “rifiuti”.
Esempio:
👉 “Sottoprodotti vegetali da infusione di erbe e spezie destinati a trasformazione alimentare”

In questo modo si valorizza il materiale e si mantiene la coerenza con la normativa.

Vantaggi dell’economia circolare per le aziende alimentari

  • Riduzione dei costi di smaltimento.
  • Collaborazioni win–win con altre aziende.
  • Valorizzazione dell’immagine green e sostenibile del brand.
  • Maggior efficienza del processo produttivo.

FAQ – Gestione sottoprodotti alimentari

Qual è la differenza tra scarto e sottoprodotto alimentare?
Lo scarto è un rifiuto da smaltire, il sottoprodotto è un materiale riutilizzabile legalmente e in sicurezza in un altro processo.

È obbligatorio essiccare i sottoprodotti prima di cederli?
Non sempre, ma è consigliato per garantire stabilità e sicurezza igienica, soprattutto se i sottoprodotti non vengono usati subito.

Come devono essere trasportati i sottoprodotti alimentari?
In contenitori alimentari, lavabili e idonei al contatto con alimenti. È preferibile il confezionamento ermetico o sottovuoto.

👉 In sintesi: con una corretta gestione igienica e documentale, i sottoprodotti delle infusioni possono diventare una vera risorsa per altri settori alimentari, trasformando un costo di smaltimento in un’opportunità di economia circolare.

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