Cosa prevede la novità in Emilia-Romagna
- Con la Legge regionale n. 9 del 25 luglio 2025, la Regione Emilia-Romagna ha abrogato la Legge regionale n. 11 del 24 giugno 2003 che istituiva i corsi obbligatori per alimentaristi.
- La legge del 2003 stabiliva che chiunque lavorasse nella produzione, preparazione, manipolazione o vendita di alimenti dovesse frequentare un corso specifico, compreso il titolare o i familiari che operavano nell’esercizio, anche gratuitamente.
- Dal 26 luglio 2025:
- non sarà più obbligatorio frequentare i corsi “alimentaristi” con le modalità previste dalla legge abrogata.
- decadono gli obblighi di accreditamento regionale per questi corsi, sia in presenza che a distanza (FAD), secondo la normativa precedente.
- rimane l’obbligo (previsto a livello europeo) della formazione in materia d’igiene alimentare, affidato all’Operatore del Settore Alimentare (OSA), che deve garantire che il proprio personale abbia formazione o addestramento adeguati all’attività svolta.
- Alcune eccezioni rimangono, per esempio per chi produce o somministra alimenti senza glutine: in questi casi è prevista una formazione specifica.
Qual è la base normativa europea che rimane in vigore
- Il Regolamento (CE) 852/2004, in particolare l’Allegato II, Capitolo XII, prevede che “gli operatori del settore alimentare devono assicurare che gli addetti alla manipolazione degli alimenti siano controllati e/o abbiano ricevuto un addestramento e/o una formazione, in materia d’igiene alimentare, in relazione al tipo di attività”.
- Più recentemente il Regolamento (UE) 2021/382 ha introdotto il concetto di “cultura della sicurezza alimentare”, che obbliga ad un approccio formativo continuo, non solo episodico.
Implicazioni pratiche per imprese e operatori
- In Emilia-Romagna, le aziende non dovranno più cercare corsi “obbligatori” organizzati o accreditati dalla Regione o dall’AUSL per alimentaristi generici (salvo specifiche attività come il senza glutine). È compito dell’OSA valutare cosa serve per la propria azienda: formazione, addestramento, aggiornamenti.
- Serve che il Manuale HACCP o il sistema di autocontrollo interno preveda la formazione dei dipendenti, con documentata evidenza (attestati, registrazioni) da mostrare in caso di controlli ufficiali.
- Bisogna prestare attenzione che la formazione risponda ai requisiti dell’UE (contenuti di igiene, rischi, misure preventive, CCP, ecc.) anche se non ci sono più vincoli regionali rigidi su durata, modalità, accreditamento.
Perché questa modifica è importante
- Semplificazione: meno oneri burocratici per le imprese che non avranno più obblighi rigidi di frequentare corsi regionali accreditati.
- Maggiore autonomia per l’azienda / OSA: può scegliere modalità formative adeguate alla propria attività e rischi specifici.
- Rischi da considerare: senza un attento impegno interno, c’è il pericolo che la formazione sia superficiale o non adeguata, con conseguenti sanzioni in caso di criticità riscontrate dai controlli sanitari.
FAQ – Domande frequenti
Il corso per alimentaristi è diventato facoltativo in Emilia-Romagna?
Non proprio: con l’abrogazione della Legge regionale 11/2003 da parte della Legge regionale 9/2025, i corsi obbligatori regionali per alimentaristi (salvo eccezioni come il senza glutine) non sono più imposti dalla normativa regionale. Tuttavia, l’OSA deve formare il proprio personale in conformità al Reg. CE 852/04.
Chi decide oggi la formazione del personale alimentare?
L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) è responsabile di valutare le esigenze formative nel suo stabilimento, stabilire modalità, frequenza, contenuti adeguati all’attività, come previsto dai Regolamenti europei (852/2004 e modifiche).
Ci sono ancora corsi riconosciuti/accreditati in Emilia-Romagna?
Sì, restano attivi corsi specifici per attività che richiedono formazione particolare (es. produzione/somministrazione alimenti senza glutine). Anche le AUSL possono offrire corsi, ma non più con obbligo regionale generico o accreditamento obbligatorio per tutti i corsi alimentaristi.
Devo aggiornare ogni anno la formazione HACCP?
Non c’è più, in Emilia-Romagna, un obbligo fissato per legge regionale di aggiornamento periodico con frequenza standard per tutti. Tuttavia, è buona prassi definire nel manuale HACCP o nel piano di autocontrollo interno un piano di formazione continua, e aggiornamenti quando cambiano i processi, il rischio o la normativa. Anche in altri contesti regionali, la frequenza di aggiornamento è stabilita dal datore di lavoro / OSA in relazione ai rischi.
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Classe 1980, tecnologa alimentare, consulente e formatrice per operatori del settore. Nel 2005 ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano. È autrice di articoli, manuali tecnici e realizza corsi di formazione per operatori del settore alimentare.


2 Commenti. Nuovo commento
per un home food o reustorant serve il corso hccp grazie
Sì, confermo che la formazione è prevista.
Cordiali saluti