Latte crudo trasportato in cisterna

In generale, il trasporto di qualsiasi sostanza alimentare deve avvenire con mezzo igienicamente idoneo e tale da assicurare un’adeguata protezione, in relazione al genere delle sostanze trasportate, evitando ogni causa di insudiciamento o altro danno che possa derivare alle sostanze alimentari trasportate dagli agenti atmosferici o da altri fattori ambientali.

Le cisterne deputate al trasporto di liquidi alimentari sfusi devono possedere dei requisiti specifici: devono avere una superficie liscia, lavabile e sanificabile, serbatoio interno dotato di uno o più scomparti con pareti interne ad angoli e spigoli smussati, in modo da agevolare le operazioni di pulizia e risciacquo. I portelli devono avere guarnizioni a tenuta per garantire il mantenimento della temperatura e gli attacchi di carico e scarico devono poter essere sottoposti facilmente alle operazioni di pulizia.

È fondamentale verificare che tali operazioni di pulizia, sanificazione e risciacquo avvengano correttamente per prevenire i pericoli di natura chimica (contaminazione da sostanze chimiche) e biologica (contaminazione del prodotto per contatto con una superficie non correttamente sanificata).

Il latte crudo deve giungere a destinazione ad una temperatura non superiore a +10°C (Reg. CE 1662/06). La verifica della temperatura del latte al momento del carico e dello scarico è fondamentale, a garanzia della sicurezza del prodotto da un punto di vista igienico. Il monitoraggio può avvenire visivamente grazie alla lettura da parte dell’operatore del display (o in alcuni casi del dispositivo analogico), oppure durante il trasporto la temperatura può essere monitorata e registrata in continuo grazie a un software dedicato.

Cos’è l’ATP?

L’ATP è la regolamentazione per i trasporti con mezzi a temperatura controllata di alimenti deperibili destinati all’alimentazione umana.

A.T.P. è un acronimo che sta per “Accord Transport Perissable”, che è l’abbreviazione di “Accordi sui trasporti internazionali delle derrate deteriorabili e dei mezzi speciali da utilizzare per questi trasporti”. Tale regolamentazione è il risultato di un accordo europeo sottoscritto nel 1970, da alcuni Stati , tra i quali l’Italia, per dettare regole nella costruzione degli allestimenti isotermici per i trasporti refrigerati destinati al trasporto di alimenti deperibili a temperatura controllata, e determinate prescrizioni per gli utilizzatori.

E’ sempre e comunque richiesta la certificazione ATP per le aziende di trasporti di tali prodotti?

Un decreto ministeriale, in realtà , prevede un tetto massimo nel chilometraggio percorso dal mezzo dal centro di raccolta allo stabilimento di trasformazione.

In base a quanto previsto dal D.M. 1.4.88, n. 178 (art. 1 parte II, punti 1,2,3), la temperatura del latte crudo trasportato in cisterna o bidoni dalle aziende di produzione ai centri di raccolta ovvero direttamente agli stabilimenti di trattamento termico e confezionamento per il consumo diretto deve essere pari a +8°C (per percorsi superiori ai 150 Km sono richiesti mezzi isotermici, IN ovvero IR) con un aumento massimo di temperatura di 2°C (per percorsi superiori a 75 Km). Se il latte crudo in cisterna è trasportato a temperature comprese tra 0 e +4°C, sono richiesti mezzi isotermici per percorsi superiori a 200 Km.

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