Donare il cibo in sicurezza

Donare il cibo in sicurezza è essenziale sia per i donatori sia per i destinatari degli alimenti. Vediamo insieme quali sono gli aspetti che entrambi gli attori devono rispettare a tutela della salute dei beneficiari degli alimenti donati.

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Donare il cibo in sicurezza: cosa fare

Sia che indossiamo i panni dell’imprenditore alimentare, sia che indossiamo quelli del consumatore, ridurre lo spreco di cibo è un tema centrale.

Le Autorità da tempo conducono delle campagne di sensibilizzazione della popolazione per prevenire sempre di più lo spreco di alimenti. Possiamo citare, a titolo di esempio, l’opuscolo “Stop allo spreco di cibo” del Ministero della Salute, che invita i consumatori a seguire delle semplici regole:

  • organizza il menù settimanale
  • non comprare di più del necessario solo per le super offerte
  • evita di fare la spesa affamato/a
  • leggi bene l’etichetta per sapere come conservare al meglio il prodotto
  • utilizza prima i prodotti acquistati per primi (FIFO – first in first out)
  • data di scadenza e termine minimo di conservazione sono due cose diverse, consideralo attentamente
  • a tavola servi porzioni piccole, riutilizza gli avanzi in nuove ricette, conserva in contenitori ermetici le confezioni aperte.

Ferma restando l’importanza di fare prevenzione dello spreco, purtroppo si tratta di una realtà sia in ambito domestico che aziendale.

Come può un imprenditore alimentare evitare di sprecare, recuperando e donando avanzi ed accedenze?

Per capire qualcosa in più e calarci nei panni dell’OSA, prendiamo come riferimento la Comunicazione della Commissione europea C 199/9 del 12.06.2020 che prevede la valutazione ai fini delle donazioni alimentari un prerequisito, fornendo delle indicazioni pratiche in tal senso.

Scopriamo insieme quali sono le responsabilità dei donatori e dei destinatari,

I compiti dei donatori

Donare il cibo in sicurezza richiede come prima cosa l’attenta valutazione delle tipologie di alimenti che possono essere donate:

  • alimenti preconfezionati che riportano la data di conservabilità
  • alimenti preconfezionati che non necessitano della data di conservabilità
  • alimenti non preconfezionati (ortofrutticoli freschi, carni fresche, prodotti da forno, eccedenze da servizi di ristorazione collettiva, ecc.) che possono essere imballati prima di essere donati, immagazzinati e trasportati in conformità alle caratteristiche dei prodotti stessi.

Gli alimenti da donare non possono essere utilizzati dopo la data di scadenza indicata in etichetta, mentre in caso di TMC superato è possibile il loro utilizzo a patto che vengano soddisfatte specifiche condizioni:

l’imballo deve essere integro, gli alimenti sono stati conservati correttamente (come da indicazioni del produttore in etichetta), la valutazione sensoriale del prodotto è favorevole, l’alimento non è stato esposto a rischi per la sicurezza alimentare.

In caso di prodotti con data di scadenza, il donatore dovrebbe accertarsi che al momento della distribuzione ai destinatari il prodotto sia ancora idoneo al consumo.

Inoltre, il trasporto di prodotti deperibili deve avvenire nel rispetto delle condizioni di conservazione del prodotto stesso.

I compiti dei destinatari

I destinatari valutano lo stato di igiene, sicurezza e qualità di tutti gli alimenti ricevuti, utilizzando metodi distruttivi (apertura di una confeziona a campione, valutazione sensoriale) o non distruttivi (ad esempio controllo delle temperature al ricevimento per i prodotti deperibili, controllo visivo degli imballi, ecc.).

Per gli alimenti confezionati deperibili i destinatari verificano che il trasporto sia stato effettuato nel rispetto del legame freddo.

Come accennato sopra. anche gli alimenti sfusi possono essere donati: carni fresche, pesce fresco, eccedenze derivanti dalla ristorazione collettiva.

In questi casi è importante che gli alimenti ricevuti vengano utilizzati appena possibile, previa verifica della conformità degli alimenti.

2 Commenti. Nuovo commento

  • Buonasera. Ho un quesito se io faccio una donazione di un prodotto alimentare confezionato che presenta dicitura “consumare preferibilmente entro” e rispetto il termine massimo entro il quale il prodotto è considerato commestibile, prendendo come riferimento le linee guida del banco alimentare validate dal ministero della salute, e la persona a cui faccio la donazione si sente male e viene appurato che è stata colpa del prodotto donato, posso essere ritenuto responsabile? Oppure ne risponde l’azienda che ha prodotto quell’alimento confezionato? Preciso che il prodotto è in ottimo stato di conservazione
    Sarei molto curioso di sapere la sua opinione e grato per il tempo dedicato.
    Grazie

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    • Roberta De Noia
      10 Giugno 2024 9:39

      Buongiorno Fabio, la ringrazio per la domanda.
      Non è semplice rispondere 🙂
      In linea di massima direi che sarebbe molto remota la possibilità di dimostrare una sua responsabilità in caso di malore del destinatario del prodotto donato. Il prodotto è un alimento non deperibile, stabile a temperatura ambiente, correttamente conservato e distribuito nei tempi di consumo previsti (entro il TMC riportato in etichetta).
      Se a seguito di analisi chimico-fisica e/o microbiologica venisse riscontrata una non conformità sul prodotto il produttore verrebbe sicuramente coinvolto nella gestione dell’allerta. E verrebbero coinvolti anche gli operatori del settore che hanno acquistato il prodotto in questione e che, a loro volta, hanno ceduto ad altri.
      Ma questo nell’ottica della gestione delle procedure di ritiro/richiamo dal mercato. La questione della responsabilità è un’altra cosa e verrebbe affrontata in un tribunale. Per avere una risposta più pertinente in riferimento alla responsabilità le suggerisco di chiedere un parere legale.
      Cordiali saluti

      Rispondi

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